Duilio Paiano

Nel momento più critico della “guerra fredda” ha scongiurato un conflitto mondiale

Vasili Arkhipov. Non lo troveremo mai nei libri di storia, eppure...

L’ufficiale della Marina sovietica Vasili Alexandrovich Arkhipov (Staraya Kupavna, 30 gennaio 1926 – 19 agosto 1998) nasce in una famiglia contadina e studia prima nella Pacific Higher Naval School, quindi frequenta la Caspian Higher Naval School conseguendo la laurea in Ingegneria nel 1947.

breve excursus nel sistema di pagamento che in questo periodo angustia le famiglie italiane

Dal baratto al Bitcoin, l’evoluzione della moneta nel corso dei secoli

In principio era il baratto, generalmente considerato la prima forma storica dello scambio commerciale di beni, ancora anteriore allo scambio monetario. È stato Adam Smith (1723-1790) a ipotizzare per primo che la moneta sia subentrata al baratto per un’evidente “debolezza” di quest’ultimo: il sistema di scambio, infatti, presupponeva la coincidenza di una reciprocità di bisogni tra chi desiderava cedere un prodotto e colui che, a sua volta, ne avesse bisogno e fosse al tempo stesso in grado di ricambiare con uno di gradimento del primo.
Tuttavia, non sono pochi gli storici e gli economisti che ritengono il baratto successivo ad altre fasi storiche di economia commerciale: le società non monetarie, infatti, operavano largamente secondo il principio dell’economia del dono e del debito.

L’invenzione della ruota, una delle più importanti scoperte dell’umanità

L’invenzione della ruota rappresenta un momento estremamente importante nella storia.
Oltre ad aver modificato i trasporti, ha anche rivoluzionato e accelerato il processo tecnologico

La storia dell’umanità è costellata da in-venzioni che più di altre hanno contribuito a rivoluzionare il corso della civiltà, agevolando e velocizzando l’avvento del progresso.
Alcune di tali invenzioni non hanno una paternità comprovata e vengono attribuite a intuizioni occasionali o all’ingegnosità di un popolo.

L’appassionante storia delle vaccinazioni

dalla sconfitta del vaiolo fino ai giorni del Covid-19

Chi dovesse credere che le polemiche e le prese di posizione anti-vaccino siano un fenomeno sorto negli ultimi due anni, collegato alla pandemia da Covid-19, prenderebbe un grosso abbaglio. Un “movimento anti-vaccino”, infatti, si era costituito già tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, in seguito alla messa a punto di un vaccino antivaioloso da parte di Edward Jenner, con motivazioni di fondo non molto dissimili da quelle manifestate recentemente in Italia e nel mondo. Gli oppositori, particolarmente attivi in Inghilterra, riuscirono a farne abolire l’obbligo.

La “peste manzoniana"

ma non solo, prima di giungere alla pandemia da Covid-19

Il nostro itinerario tra le epidemie/pandemie più note e devastanti della storia dell’umanità si conclude puntando l’attenzione soprattutto su tre eventi contagiosi rilevanti per estensione e numero di vittime: la peste nera, la peste bubbonica manzoniana e l’influenza spagnola.

La “peste di Giustiniano”

La pandemia che ostacolò il sogno dell’imperatore bizantino di liberare l’Italia dai barbari

Come abbiamo visto nel numero scorso di OceanoNews, la cosiddetta “peste di Atene” è stata la prima epidemia riportata dalle cronache, la cui conoscenza ci è giunta attraverso la narrazione dello storico greco Tucidide.
Altre epidemie, di dimensioni tali da pretendere una menzione, si sono succedute nel corso dei secoli, anticipando la pandemia da Covid-19 indesiderata nostra “compagna di viaggio” ormai da due anni. Prima ancora della “peste di Giustiniano”, su cui ci soffermeremo diffusamente più avanti, meritano un cenno la “peste antonina” (165-180 d.C.) e la “peste di Cipriano” (251-270 d.C.).

La “peste di Atene”, prima pandemia della storia riportata nelle cronache di Tucidide

Nel 430 a.C. la peste sterminò gli ateniesi e portò al collasso il cuore della cultura ellenica

Erano ancora di là da venire gli specialisti della Medicina oggi alle prese con il Covid-19: epidemiologi, infettivologi, virologi, immunologi e così via. Ed erano ancora tutti da inventare gli strumenti tecnologici capaci di individuare minuscole particelle o microrganismi invisibili a occhio nudo. Nell’antichità – ai tempi della civiltà ellenica o dei nostri antenati romani – si diagnosticavano le malattie attraverso le scarse conoscenze possedute, affidandosi alla creatività e all’intuito di scienziati che hanno avuto il merito di porre le basi della moderna Medicina.

Il primo sms della storia e il primo segnale radio transoceanico

Due scoperte che hanno rivoluzionato il mondo

La comunicazione, ormai, si è imposta come una necessità inalienabile della nostra epoca, sia nel campo del lavoro che nell’impiego del tempo libero. La tecnologia asseconda questa esigenza, evolvendosi e aggiornandosi senza soluzione di continuità, proponendo prodotti che aiutano a relazionarci sempre meglio e sempre più rapidamente.

Buon compleanno UNESCO! Sono 75 ma non li dimostra

I 75 anni dell’UNESCO per tutelare il patrimonio culturale del mondo

È quasi certamente l’acronimo universalmente più conosciuto e più apprezzato, certamente quello che funge da etichetta per un contenitore virtuale dall’intensa seduzione e al cui interno sono molte le nazioni del mondo che ambiscono a trovare posto e visibilità, esibendo un loro sito di particolare prestigio.
Il riferimento è all’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) che ha celebrato proprio in questo mese di novembre il 75^ compleanno, essendo la sua Costituzione entrata in vigore il 4 novembre 1946. In realtà, l’idea di un’Agenzia ONU che avesse nei suoi interessi l’Educazione, le Scienze e la Cultura si fa strada già qualche anno prima, quando è ancora in corso il secondo conflitto mondiale, trovando però impulso e definizione alla conclusione delle ostilità, puntando sulla convinzione che la pace duratura può essere costruita solo tramite la cooperazione internazionale nel campo dell’istruzione, delle scienze e della cultura.

Buona anche la quinta

Un lustro di edizioni, cinque anni di successi e di consensi. Un Premio giovane che ha saputo conquistare in pochi anni un posto di rilievo nel panorama letterario italiano ed internazionale

IN FOTO: Il senato Accademico Massimo Massa, Maria Teresa Infante, Pasquale Panella, Duilio Paiano Laura Pavia, Gilberto Vergoni, Barbara Agradi

La prestigiosa Sala delle Scuderie del Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari si è offerta come contenitore privilegiato per la cerimonia conclusiva della V edizione del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea intitolato a Lucius Annaeus Seneca. La cultura, insomma, è entrata nella storia arricchendola attraverso tutti i fermenti che la cerimonia è riuscita a elargire agli intervenuti.
Organizzato per la prima volta sotto l’egida della neonata (aprile 2021) Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche, anche quest’anno il Premio è stato prodigo di emozioni e suggestioni che l’hanno reso spettacolarmente godibilissimo e intenso dal punto di vista contenutistico per il valore delle opere pervenute e premiate, oltre che per la sapiente “cornice” musicale e scenografica predisposta per la circostanza.

Alessandro Geraldini: il primo vescovo delle Americhe

Ambizioso e intraprendente, fu determinante per la spedizione di Colombo alla scoperta dell’America

Un viaggio in Spagna con il fratello maggiore Antonio e lo zio Angelo che vi si reca per una missione diplomatica presso il re d’Aragona Giovanni II. È l’occasione, siamo nel 1469, da cui scaturisce la singolare vicenda del giovane Alessandro Geraldini, nato ad Amelia nel 1455 da nobile famiglia e indottrinatosi nelle scienze umanistiche frequentando la scuola del noto studioso Grifone d’Amelia. Alessandro rimane affascinato dalla Spagna e dalla vita di corte, tanto da diventare precettore delle figlie della regina Isabella e suo influente consigliere, quindi diplomatico di acclarata competenza e, infine, vescovo dalle indiscutibili doti spirituali e operative.

Omaggio a Napoleone Bonaparte nel bi-centenario dalla sua scomparsa

Personaggio diventato mito dall’enigmatica grandezza ancora oggi è oggetto di valutazioni contrastanti

Ei fu. Siccome immobile,/ dato il mortal sospiro/ stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,/ così percossa, attonita/ la terra al nunzio sta.


Il notissimo “attacco” dell’ode manzoniana Il 5 maggio non ammette dubbi: in quel “Ei fu” è racchiusa tutta la drammatica definitività di un’avventura che nel tempo di circa due decenni ha stravolto l’Europa avendo per protagonista Napoleone Bonaparte cui il componimento è dedicato. Si tratta della prima di diciotto strofe e sancisce la fine di un condottiero, di un uomo politico, di uno stratega che ancora oggi fa discutere, a distanza di due secoli dalla scomparsa, avvenuta il 5 maggio 1821.

Il profugato Friulano-Veneto

Storie di grande umanità e non solo

Al nome di Caporetto è legato il ricordo di una delle più dolorose sconfitte che l’Esercito italiano ha subito nel corso della sua storia, tanto da proporsi nell’immaginario collettivo come sinonimo di disfatta.
La battaglia di Caporetto, combattutasi tra il 24 ottobre e il 27 novembre 1917, ha portato con sé anche ripercussioni di ordine sociale ingiustamente minimizzate, se non ignorate, dalle pagine dei libri di storia. Tra queste anche il cosiddetto profugato veneto-friulano animato da ben 600mila tra donne, vecchi e bambini – provenienti dall’Altopiano di Asiago e dalla Valle del Brenta, ma anche da città come Udine, Venezia e Treviso – che abbandonarono il territorio invaso o minacciato dall’esercito austriaco.

La più grande tragedia dell'emigrazione italiana di tutti i tempi

Non era valso il nome “Utopia” per la nave a vapore della compagnia inglese “Anchor Line” per evitare il naufragio nelle acque di Gibilterra, in quella fatale sera nella quale perironocirca seicento persone

La lunga e travagliata storia dell’emigrazione italiana nel mondo è ricca di avvenimenti, anche drammatici, che l’hanno caratterizzata con insistente frequenza provocando innumerevoli vittime in incidenti di diversa natura. È il prezzo che la società italiana è stata costretta a pagare alle difficili condizioni di vita che hanno portato milioni di nostri connazionali alla decisione di emigrare in altri Paesi, alla ricerca di una speranza nuova per sé e per i propri figli.

Il ruolo della memoria come elevata facoltà dell’intelletto

Partendo dal passato per progettare il futuro

Tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio ricorrono due diverse occasioni istituite per incoraggiare la memoria, “per non dimenticare”, come universalmente si usa dire: il Giorno della memoria (27 gennaio) per commemorare le vittime dell’Olocausto e il Giorno del ricordo (10 febbraio) destinato alla tragedia delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.
L’attualità di queste due “giornate” ci appare utile come spunto per una breve riflessione sulla necessità della memoria e sul ruolo che questa “nobile” facoltà intellettiva può svolgere favorendo il processo di trasmissione delle conoscenze. La memoria, infatti, aiuta ad attualizzare il passato e consente di averne consapevolezza ogni qualvolta ci si propone di sottoporlo a una riflessione o ad una rielaborazione critica.

Coco Chanel

Ribelle e audace per natura, fu in grado di rivoluzionare la moda con abiti, profumi, gioielli e pelletteria con uno stile modellato a sua immagine

Non meno affascinante di Pierre Cardin è la parabola esistenziale e professionale di Coco Chanel (Samur, 19 agosto 1883 – Parigi 10 gennaio 1971) la cui figura ricordiamo nelle sue linee essenziali in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa. Gabrielle Bonheur Chanel, conosciuta in tutto il mondo come Coco Chanel, nasce da una famiglia povera. Il padre, venditore ambulante, alla scomparsa prematura della madre, l’affida alle suore della Congregazione del Sacro Cuore nella cittadina di Aubazine.

Scomparso Pierre Cardin, l’inventore del prêt-à-porter

L’incredibile storia di un uomo che ha rivoluzionato la moda, un precursore che ha immaginato tutto quello che oggi amiamo

Se n’è andato allo scadere del 2020, all’età di 98 anni. Pierre Cardin, sangue italiano nelle vene – il suo nome è Pietro Costante Cardin – nasce a Sant’Andrea di Barbarana (Treviso) il 2 luglio 1922. Ultimo di otto figli di facoltosi contadini veneti, alla conclusione del primo conflitto mondiale si vedono costretti a fronteggiare una condizione economica divenuta precaria che nel 1924 li induce a emigrare in Francia.
Parlare di Pierre Cardin significa riferirsi ad un talento assoluto, a uno stilista che ha contribuito a fare la storia della moda mondiale, portando all’interno di questo affascinante pianeta una rivoluzione di idee e di stili che l’hanno imposto tra i grandissimi di sempre.

Tu scendi dalle stelle ispirata dai dolci paesaggi dei Monti Dauni

In pochi sanno il segreto di questa dolce melodia e delle sue origini: la canzone originale venne infatti composta e scritta in lingua napoletana

Ha il sapore del “made in Puglia” la più nota melodia natalizia, conosciuta universalmente col titolo Tu scendi dalle stelle e cantata in tutto il mondo. La “pastorale”, questo il nome tecnico della composizione, si deve a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, che ebbe l’ispirazione per il canto diventato nel tempo la colonna sonora del Natale, durante la sua permanenza nel convento della Consolazione di Deliceto, cittadina dei Monti Dauni in provincia di Foggia.

Il Radesca Di Foggia

Musicista di talento e precursore del melodramma italiano. Omaggio ad Enrico Antonio, il grande musicista del ‘500 orgoglio dei foggiani

Il personaggio oggetto di questa breve ricerca non rientra fra i più noti del panorama culturale della Puglia.
Con qualche colpevole rammarico, però, perché , musicista foggiano vissuto tra il XVI e il XVII secolo, è stato un raffinato compositore promotore di un movimento musicale tra i più significativi, benché non sempre conosciuto dai non addetti ai lavori.
Le produzioni di Radesca, infatti, da un punto di vista squisitamente storico-musicologico si offrono come riferimento indifferibile nella prima fase della monodia italiana del Seicento.


L'angelo ribelle

Mariateresa Di Lascia, una vita spesa per rivendicare e difendere i diritti degli ultimi

Personaggio complesso quello di Maria Teresa Di Lascia, non nell’accezione negativa del termine, bensì per l’articolazione piuttosto fitta degli elementi caratteriali e culturali e per gli interessi che hanno animato i suoi anni.


Si è spenta a Roma il 10 settembre del 1994. Il suo romanzo postumo "Passaggio in ombra" ha vinto il Premio Strega l'anno successivo alla sua morte, avvenuta a 40 anni


Lo scultore Nicola Fiore: da Troia a Milano e ritorno

La circolarità virtuosa della memoria e dell’appartenenza

Ci sono percorsi umani, più che professionali, che nascono con il crisma della circolarità: si chiudono là dove hanno avuto inizio. E quando ciò accade si scatena una temperie virtuosa di considerazioni e riflessioni che chiamano in causa il destino, il fatalismo, la memoria, le radici intese come appartenenza a una terra, a una storia.
Nicola Fiore, troiano per origini e famiglia, nato il 18 giugno 1881, ha manifestato fin dall’infanzia il suo talento per l’arte e per il bello inteso come categoria dell’anima.

Minuziano, precursore degli editori/stampatori italiani

Da San Severo alla dimensione più elevata della cultura

L'editoria tra XV e XVI secolo
Quando Gutemberg nel 1455 stampa e pubblica la Bibbia, prima opera della storia a non avvalersi della tecnica del manoscritto, Alessandro Minuziano è ancora un bimbo di appena cinque anni. La grande rivoluzione tecnologica che avrebbe dato un impulso decisivo alla diffusione dei libri ha appena mosso i primi passi e il piccolo Alessandro è testimone inconsapevole dell'avvio di un processo straordinario che di lì a qualche anno egli stesso avrebbe contribuito a incentivare con la sua passione, la sua scienza e la creatività di cui è dotato.

Giuseppe Telfener, imprenditore geniale

Nato a Foggia, si affermò in tutto il mondo come precursore degli imprenditori globali

È stato definito uno dei più grandi imprenditori del mondo della seconda metà dell’Ottocento, certamente uno dei più intraprendenti e, per certi versi, anche geniali. Si tratta del foggiano Giuseppe Telfener, il cui cognome tradisce origini tirolesi in quanto appartenente a una famiglia di commercianti trasferitasi nel capoluogo daunio da almeno due generazioni.

Nato a Foggia nel 1836, abita con la famiglia nell’antico Palazzo Marzano Tafuri Telfener, tra via Arpi e piazza Mercato e, dopo aver studiato all’Università di Napoli, dispiega tutta la sua inventiva e l’eccellenza della sua preparazione tecnica in giro per l’Italia e per il mondo. La sua passione sono le ferrovie ed infatti lega nome e fama alla progettazione di nuove linee ferroviarie in Italia e nel resto del pianeta, con realizzazioni anche molto ardite e innovative entrate a pieno diritto nella storia del progresso dell’umanità.

Scomparso Joseph Tusiani, italo-americano di Puglia

Era tra i maggiori poeti neolatini contemporanei

Quando si parla di emigrazione italiana – verso qualunque parte del pianeta, ma soprattutto verso gli Stati Uniti – le vicende umane delle persone non sono mai disgiunte dai percorsi professionali. A testimoniarlo, le avventure esistenziali di milioni di individui che dalla fine dell’Ottocento e fino agli anni Cinquanta del Novecento, hanno attraversato l’oceano con alterna fortuna ma sempre legando alla storia individuale gli aspetti umani e quelli professionali e lavorativi. Spesso raggiungendo traguardi e affermazioni che hanno dato lustro alla persona e al Paese d’origine.

Articoli di Duilio Paiano

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